Archive for dicembre, 2009

Scierloc Olms! *SPOILER*

Preannuncio dello SPOILER occulto in mezzo a questa riflessione sull’ultimo film Warner Bros sfornato e che ho avuto il piacere di vedere.

ANAMNESI

Il personaggio di Sherlock è più lunatico, più fuori di testa, più atletico e più geniale di quanto lo era nei vecchi film, così facendo l’ho trovato più simile a quello dei libri, che ho avuto il piacere di leggere (per intero oppure solo il riassunto :D)… ci sono alcune cose che ti fanno riflettere però:

1) a quanto pare per fare il poliziotto di Scotland Yard bisogna avere i baffi, sennò si è scartati…

B) non ho mai visto un Ministro dell’Interno così giovane in un parlamento di Babbi Natali (BabboNatali? BabbiNatale? Capistazione?)

FRI) sospetto che il dottor Watson abbia le stesse capacità rigenerative di Wolverine (che tra l’altro dovrebbe essere appena nato o giù di li)

4) E’ bello guardare la scena d’azione climax e sentire nella mia testolina la canzoncina “London Bridge is Falling Down” a ripetizione (quelle delle elementari di inglese sia chiaro)

CIIIIINQUE) Esistono altri francesi con le caratteristiche facciali di Ribery (e che si prendono a testate alla Zidane pure)

6) Sospetto fortemente che il buco da topo che si intravede la prima volta che inquadrano il 221B di Baker Street sia la tana di Basil l’Investigatopo (possibile sequel con guest star Stuart Little?)

7) Moriarty poteva anche essere interpretato da Steven Seagal e non se ne sarebbe accorto nessuno, anzi forse si beccava pure l’Oscar

OTTO) Oscar sicuro invece va al cane e alla sua ottima morte apparente (nessun animale è stato maltrattato durante le riprese del film, escluso il francese :D)

9) mi vanto orgogliosamente di aver dedotto che l’odore di mandorle amare era dovuto al cianuro di potassio! :p

X) ho odiato tanto tanto l’americanata (anche se sottile) di questo film: il cattivone che annuncia di voler riconquistare la colonia oltre l’Atlantico, in difficoltà per la loro guerra civile appena conclusa e per il governo corrotto… che senso aveva? mah…

DIAGNOSI

Il film è godibile, ha un discreto carico di azione, buoni colpi di scena, geniali mini-flashback e lo consiglio (anche se arrivati a leggere questa frase o mi odiate tantissimo perchè vi ho spoilerato le chicce oppure l’avete già visto oppure non vi tange)

PROGNOSI

Il rinnovato interesse per Holmes durerà ancora qualche settimana, mi rileggerò qualche riassunto e mi acculturerò un pochettino (che fa sempre bene)…

Ora, sempre se non mi sogno di fare un post domani prima di partire, vi saluto e vi auguro uno spumeggiante e sublime 2010, anno coevo dell’improponibile sequel (esiste davvero) della saga Capcom intitolato Street Fighter 2010 (che brutti ricordi)! Cmq ci tengo a precisare che vi voglio bene (i destinatari sanno a chi mi riferisco) e che spero di continuare con questo nuovo blog che mi da lo spazio per esprimermi e spero di poter condividere con tanta gente i miei deliri… AUGH – GURI!

sovvenzioni culturalmente erronee

Cine-panettoni… come può un cine-panettone che è l’anti cultura (già l’etimologia dello stesso è dispregiativa) prendere sovvenzioni culturali fregandole al teatro, a quelle fucine di culture che rendono questo paese unico… ma no, abbiamo bisogno ogni Natale di ridere per flatulenze e turpiloquio… il prossimo Natale <O PRODUCONO QUESTO, OPPURE NON HANNO GIUSTIFICAZIONI>

la creatura sta crescendo… delirante

Breinstormin namber fri – 28 luglio 2007 – 18:18 (treno x Rimini)

Sui rinoceronti privi di doppio mentolo, le sigarette più inquinanti dell’umanità

Eccomi dal treno dell’armonia a scrivere di cose pazze dette sottovoce all’amico del destino con cui ti sei appena salutato ma non per meno di uno starnuto, con i pezzetti dell’anguria ancora incastrati nella serratura magnetica del cervello che non scorge neanche in lontananza la stella polare un po’ troppo alta per i miei gusti. Yeah, fanno le mie cuffie mentre ascolto un po’ di buona musica positiva per una serata rilassante in quel della riviera romagnola, mentre tutto scorre, catturato da una sottile voglia di prendersela col fenicottero che ti ha rubato la catena della bicicletta che avevi parcheggiato anche bene, li vicino all’aorta del dolore. Potresti dare il meglio, dice la canzone che entra nelle mie orecchie col suono gentile come fece una madre diabetica quando eseguì la sinfonia urlante degli orrori, impastata da una sapiente collaborazione straniera della simbologia vudù, con bamboline spaziali che non fanno altro che lamentarsi del caldo assiderante che vi è in questa zona in questo periodo ciclico, anzi sinusoidale. E mentre faccio blec aut su tutto ciò che mi attanaglia l’anima, voglio esorcizzare tutto il male cattivo che mi perseguita su questo schermo cinematografò, diretto in faccia come una panna montante, salutare ed iperproteica, che aguzza la vista su spiedini amari, mentre nessuno riesce a carpire il vero significato di aver un qualcuno, anche se è brutto sapere che non ti ama. E’ inutile andare a cercare saputelli che non fanno altro che toglierti dal piedistallo di nuvole che ti meriti come ogni essere umano per viaggiare in altre galassie spirituali, anzi, ti fregano il posto a volte e questa rivalità indotta sancisce la differenza dell’uomo a non restare in una comunità globale senza avere sete di prevalenza, che non è quella ragazza di nome Vincenza che abita in quella bella porzione ispiratrice di quadri, ma anche di cuori e fiori, ma non di picche. Che poi, le picche, cosa sono? Le armi? Allora sarebbe l’unico e vero seme del male e quindi lo scritto del poeta di cui non mi viene il nome sarebbe un manuale del poker vecchio stile, quando si puntavano schiavi ed altri suppellettili, almeno è così che venivano considerati. Frustrazioni assolutamente sotto lo zero che considerate senza scuse non hanno possibilità di sorbire l’inutilità statistica creata dalla sottomissione del pelato occidentale, che non fa altro che sezionare corpi alla facoltà di non rispondere a domande da milioni di sberle, metà di dritto e metà di rovescio della medaglia che vincerai se riuscirai a schivarle tutte con il solo uso dei muscoli facciali. Il movimento costante che mi si genera nelle dita, manda in trans la mia spiritualità combinata diavoleria machiavellica, forse è l’unico e proprio momento della mia carriera sulla terra in cui la scrittura è veloce tanto quanto il pensiero. Il sudore che mi crea questo status è come quando si esce da un buon allenamento: la stanchezza generata dagli esercizi viene ripagata alla vista delle divise bagnate, segnale del lavoro duro svolto, della fatica ricompensata in aumento di bravura, in un nuovo massimo della barra dell’energia, che aiuterà l’individuo a districarsi nei problemi più difficili; così questa specie rara di esercizio credo sia finalizzata ad alzare la qualità del mio pensiero, che come tutti è enorme all’interno della giornata, addirittura per noi maschi ogni minuto viene fatto un pensiero sul sesso. E comunque questa preparazione serve ad incanalare le idee superficiali in un qualcosa di costruttivo, semplicemente non le butto via, perché comunque credo che un qualsiasi pensiero nostro contenga sempre qualche spunto interessante, per questo ho deciso di scriverle e rileggerle sotto un’altra ottica a posteriori, non col culo, ma naturalmente con una mente che ormai ha altre cose per la testa e magari trovarci cose interessanti. Mi sa che questa volta non credo di risultare troppo pazzo come negli altri due, forse la creatura sta crescendo man mano che scrive, e il suo intento di riordinare la testa sta avendo successo, sempre nel rispetto delle regole demografiche sottoposte ad ingenti correnti fluviali sempre più forti man mano che ci si avvicina alla riva del paradiso, lo zucchero a velo presente sulla luna rossa non fa altro che peggiorare la situazione socio-politica dell’africa sud-occidentale, che teoricamente non esiste neanche essendo il continente che assomiglia ad un rinoceronte privo di doppio mentolo, le sigarette più inquinanti dell’umanità, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, noto che chiudere gli occhi aiuta a sparare più numeri, infatti basti pensare alle estrazioni del lotto attuate da giovani fanciulli sfruttati dalle multinazionali dei surgelati poco sur e molto gelati. E come non parlare nel crescendo del tema di 300 della gioia creata dal vedere un amico sciogliersi alla tua vista, letteralmente perché il caldo estremo non può annusarci nel crescendo dell’aritmetica salutare finchè un giorno un paio di bellissimi piedi furono in grado di risanare ferite ormai insanabili dalla medicina convenzionale,, il riflesso del rubicone, nell’irridescenza calda dello scaldino visuale tormentata dai frammenti, scivolata alla gattuso nella  spiaggia di sabbia di dune, mentre il frontale della 600 non può far altro che resistere alla tormenta scatenata dalla leggera brezza marina militare, incantata dalla polvere di stelle sapientemente riciclata da qualcuno. STOPPE

non sono l’unico a delirare :)

a gran richiesta delirante delle fan che si strappano i capelli (stirati)…

Breinstormin namber ciù – 23 luglio 2007 – 1:39

Sui ventilatori dell’anima che aguzzano la vista su praterie remote controllate da troll dai piedi belli

Salute! Direbbe l’italiano ignorante la lingua anglosassone, che poi: chiamavano la Sassonia così perché? Per i sassi? Per il sesso? O per il sassofono? Ovviamente per la terza opzione, chi non conosce gli abili sassofoniai di Sassonia, parola impronunciabile, infatti l’ho appena inventata in questo secondo breinstorming senza regole, ma anche senza regoli, così sarà difficile perfino contare fino a 100. Ma pensa te se i nostri cari progenitori romani e arabi avessero avuto gli zoccoli al posto delle dita, ora dovremmo contare in linguaggio binario e lo zero avrebbe veramente un altro significato in meglio, infatti sarebbe metà delle cifre esistenti, sfatando il detto piuttosto che niente, meglio piuttosto. Ma, uffi, oggi con sta robba sto seguendo troppo un filo logico, andiamo in overflow di idee e spariamoci la mazurca dorata a palla! Il mago Zurli un giorno mi chiese se Mrs Piggy era libera di uscire dalle grinfie del toporagno spaziale dei miei stivali, ma io risposi “La cacca” che è la classica risposta che si usa quando si vuole far smettere di parlare l’altro interlocutore, che non è un appassionato retorico della squadra campione d’Italia. Il word di vista si offende se scrivi Italia senza maiuscola, è capace di tenerti il broncio fino allo svenimento del sistema operativo, con i circuiti stampanti lexus, che non a pensarci non è pure una marca di automobili? Bah, un po’ come la Virgin, che manca solo che faccia la carta vetrata da culo con il suo logo. Uffo, torniamo al delirio cronico: sbattere la testata nucleare contro il muro di Berlino forse non era la più meglio cosa da farsi, ma spero che Einstein abbia capito di essere su Candid Camera e faceva la linguaccia a quel furbacchiotto di Ciccio Valenti, ma invece il vape, il sapiente poeta delle zanzare, subì uno stupro conciso e silenzioso in una biblioteca saturnina, con il naso avvolto in una garza in kevlar, sapientemente puntinata da lustrini in stile Cocò Channel, anzi Gogò Channel, che attivo la televisione incorporata nell’ispettore gadget, abile detective sbarazzino con una voce buffissima per i nostri amici appassionati a casa. Tutti in piedi sul divano! C’è un topo nella sala operatoria del geco bicromatico amor ematico substrato esoso della muffa blu che cresce accanto ai porcini della mela fatata saltata in padella con del burro pre fuso in salmì tagliato a dadi, ma quelli a venti facce alla D&D, ovvero alla Dolce & Dolce, nuova ditta di quando il pelatone dei due capii di amare solo se stesso medesimo sottoscrittore di seconda CECCHI cateGORIa alla tartara, sempre a pensare al cibo in questo momento saliente un po’ agrodolce della mia vita, infatti la vita  comincia a ribollire nella sua fame, come i ventilatori dell’anima che aguzzano la vista su praterie remote controllate da troll dai piedi belli, capaci di salti mortali perfetti, con una piccola sbavatura nel finale che però condiziona la prestazione definitiva di almeno 15 punti su 10, portando la squadra giamaicana a perdere sonoramente la disfida di Barletta, accompagnata dalla sottile sfoglia della seduzione arancione. Sempre a riguardo, avete mai pensato a quando fu inventato il cavatappi? Mi immagino il paladino tutto bardato che utilizza parte della sua armatura per vincere contro una buona bottiglia di Champagne per festeggiare la vittoria sugli unni in casa per 74 a 58 ai supplementari, con canestro in vimini di Sendo allo scadere dell’ora d’aria delle prigioni reali, che poi esistono anche le prigioni fantastiche? Mah. Comunque il solito casotto giornaliero della salute mentale che comincia a bacillare, forse sto prendendo l’influenza schizoide del terzo tipo, diligentemente mantecata con del burro servito su un piatto di taglio, attraverso un muro di cemento spesso 2 centimetri, che sarebbe credo impossibile fare, o comunque utile solo perché alla fine puoi dire: uhm, ho costruito un muro di cemento spesso 2 centimetri! Subito dopo ti verrà voglia di scagliarti incontro perforandolo da cima a fondo valle verde, saluta il capo mastro idiota d’un doppiogiochista, non capisci che la morte non va in vacanza perché non esiste la crema abbronzante adatta a lei, che non può neanche toccare il cielo con due dita altrimenti gli cade addosso. Dai, un ultimo sforzo protettivo che devo terminate la pagina deontologicamente approvata clinicamente testata giornalistica, sabbiosa e pelosa, ritrosa scontrosa e osa quella che posa, seduta perduta in muta mentre cambia pelle ed atteggiamento, nonché portamento, ora cammina una volta si ed una no, tanto per fare moda cruda invecchiata di 24 mesi, che poi son 2 anni ma fa più figo dirlo nell’altro modo la moda. E se penso a montagne di umani sopravvissute ad inondazioni veneziane sforacchiate da albumi critici deambulanti volani volanti su volanti voltati a destra senza mettere la radio freccia nella direzione desiderata, fra 50 metri svoltare a dritto, lo so è impossibile, ma il navigatore lo può dire se ne ha voglia oppure se è in sciopero per il carovita, che poi se la vita è cara c’è gene che si suicida, ma a quella gente non era più cara la vita. In mezzo a questi paradossi allo stato brado di riso canuto, semplicemente parole non a caso inserite in un contesto fortuito fortunato congeniale al fine di liberare la mente, non da catene, ma solo lasciarla libera di agire, non avere drenaggi vari che bloccano le cose per fattori che riassumiamo nell’etica. STOPPE

stereotipi estrogeni

avete presente quelle ragazze? ma si dai

quelle che se le porti fuori a prendere una pizza si ordinano una “pomodorini e rucola” e un té freddo al limone (perchè di solito sono allergiche alla pesca)…e poi guardano con invidia la tua super diavola piccante…e poi quando e ora del dolce lo rifiutano per poi fare le ruffiane e scroccarti un pezzo del tuo dolce (perchè così non ingrassano) 🙂

quelle che dicono di ascoltare tutta la musica (pop, rock, ecc…) e poi se vai in camera loro possiedono solo i cd della Pausini, di Elisa e di Giorgia (o di Ricky Martin a discrezione) e sanno cantare benissimo ma non le sentirai mai perchè “si vergognano” 🙂

quelle che sono tutte acqua e sapone, che hanno in una borsetta, tra l’altro grande quanto una tua tasca dei jeans, qualsiasi cosa, dai trucchi (tutti), agli assorbenti (tons of them) e l’immancabile boccetta di Amuchina, che finiscono in una giornata…quelle che dopo aver usato tale prodotto utilizzano il loro superfigosissimo cellulare (comprato da un ammiratore) e rompono il touch screen perchè la inzaccherano di Amuchina 🙂

no, ma cioè, parliamone…

O_o no ma cioè ragioniamo…sono io che sono fuori moda oppure il mondo sta andando a puttane? O_o

si apre un mondo nuovo

Oltre ad augurarvi un Buon Natale drop in the sky with diamonds (cit. John Mist & Peter L’Esperto) ci tengo a dire che mi si è aperto un mondo.

Ho scoperto la possibilità di uploadare non solo foto, video e tutte le fighettate connesse, ma anche i pps, ovvero i powerpoint… EEEEEEH… ma perchè? mi sono immaginato il team che ha maneggiato wordpress.

A: “Ci serve qualcosa di particolarissimo e delirante per i nostri bloggatori”

B: “mmm… che ne dite di inserire la possibilità di caricare uno dei formati più mistrattati esistenti nella rete? il PPS!”

A: “ottima idea B, non me la sarei mai aspettata da uno come te che cena con le candele di cera e va in giro con dei boxer fucsia sopra i jeans…bravo complimenti”

B: “grazie, gran mogol!”

C: “possiamo ordinare del thailandese, gran mogol?”

A: “ok, Chewbacca, ok, basta che non ti mangi il fattorino come l’ultima volta…”

C: “…ma…ma…ma è stato lui a cominciare!”

……..e così via

partiamo con il primo delirio

ok, questo è il mio primo “breinstorming”, un pezzo scritto di getto con la tecnica del flusso di coscienza… si chiama “UAN” ed è il primo di una serie che ho realizzato un pò di tempo fa… così per dar sfogo a quello che avevo in testa, diciamo che questo è un assaggio di quello che potrete trovare qui e non solo… sembra di no, ma tutto ciò riletto dopo due anni ha senso, è tanto…

Breinstormin namber uan – 22 giugno 2007 – ore 23:04

Sui gabbiani stitici appena usciti da una cura dimagrante a suon di basket e bombe a mano

Eh, così parte il primo brainstorming, cazzo, non pensavo le cipolle potessero avere le gambe intinte nel burro di arachidi con la ciliegina sulla tuta dell’uomo ragno che fa un pompino ad un cammello mentre il pallone aerostatico dei miei stivali cerca di investire il gatto spelacchiato della zia lercia dello zio Sam che dice “Ehila, sono il zio Sam!” sbagliando allegramente la grammatica del periodo settecentesco con un pizzico di gusto retrò unito ad una assurda passione neoclassica argentina, quasi come quel tango a Parigi dell’ultimo secolo decimo nono, capace di immortalare superbe creature deodoranti sudore, che solevano combattere con i gladiatori venusiani provenienti da un altro buco dell’ozono che sta venendo inculato dal razzo sovietico lanciato dalla stazionale Mir ormai decaduta in disgrazia, come fece Will di Will e Grace quando ci provo con lo stesso Jack. E come non parlare di quel periodo storico politico del saluto romanico, imbevuto di alcol e caffè al sapore di candeggina col Bonf che non teneva su la tazzina, rimembrando giochi spastici da fare alle corse di Super Mario, che non è un idraulico, ma bensì un benzinaio baffuto ormai relegato in una cittadina del goriziano chiamata Capriva, anzi a dir la verità, dovrebbe trovarsi a San Lorenzo, ma poco ci manca, quasi abbastanza di quando rischiai di diventare padre, un po’ troppo giovane per i miei gusti, proprio non mi ci vedevo a essere chiamato babbo, neanche a Natale, e poi la barba bianca non mi sta neanche bene, col piffero suonato dagli allegri aiutanti che non sono tutti cloni del cane dei Simpson, ma anzi degli skateboard verdi a strisce a pois che sputano vermi purificanti in grafo di stendere una vacca in calore capace di produrre una moltitudine di latte bigusto, come le Big Babol, che quasi confondevo il loro nome con le Alpenliebe, utile soprannome che utilizzano i genovesi della torta di riso per definire i cugini d’oltralpe, molto d’oltralpe a dire il vero. E se poi mi vengono in mente altri ricordi, il computer che fa a gara con la lavastoviglie a chi fa più casino, io con un caldo boia ed il raffreddore, che neanche un Efferalgan sa bloccare in pieno Giugno, alla tivvù stanno dando l’esperimento, una simpatica commedia tedesca su degli idioti che per sfuggire alla disoccupazione si fanno rinchiudere in una finta prigione, che baucchi! Anzi che babbuini, come disse Gatsu a Behold nel secondo pei per viu targato very viulenza entertainment, ma passiamo a cose più sclerotiche croniche apostoliche. Se fossi un sasso è stata un’esperienza quasi come questa, semplice e macchinosa farraginosa, un po’ come quei legumi barbuti che giocano a guardie e ladri mentre le epoche di Chrono Trigger passano le ore a cercare di capire come sconfiggere Magus, e il tutto viene bloccato da una merda di bug, come quello di Gothic, che deve solo morire il creatore idiota, seriamente credo che senza mutande, e non senza mutante come vogliono i cattivi degli X-men, sarebbe decisamente un mondo piatto migliore, con topografi astrali che dipingono rotte con i teodoliti della morte, mercenari siberiani che sabotano stazioni dei treni magnetici, supervisori al traffico con i quali vedere spazi siderali, signori agenti di custodia che spacciano occhiali sui cateteri del nonno ubriaco. E assolutamente necessario che la savana esploda in un turbine di nefandezze cosmiche condite con del buon aceto di limoni estratto direttamente dalle cave di Moria da dei nanetti con i piedoni talmente grandi che funzionano come Ercolino sempre in piedi, solo che sono più duri e fanno uno strano rumore quando li picchi, picchiarello potrebbe anche spazientirsi a sentire tutto questo baccano della malora sempre disposto a pagare un riscatto per un tassista assiomatico della Orange County, incapace di intendere e di involvere in situazioni pericolose con gabbiani stitici appena usciti da una cura dimagrante a suon di basket e bombe a mano, servite su di un piatto di taglio sul gambo del sedano della principessa sul pisello della guardia giurata. E l’uno a zero rimediato dai carcerati cerebrolesi colpiti da un edema polmonare in piena stagione delle piogge, che si sa è il periodo dell’anno dove ai conigli gli si ritirano le palle degli occhi, un po’ come accade quando vieni placcato alla finale del SuperBowl quando ti vola via il casco di banane sul pubblico a casa, spettatore ignaro del tuo declino sportivo e professionale, sempre pronto a pompare nel caso fossi stracotto da una giornata di nebbia, impazzito nel tuo bel letto freddo, inumidito dalla maionese scaduta che ti sveglierà la mattina presto in mezzo a crampi di gioioso dolore sprezzante e sprizzante di felini che perdono il pelo ma non il vizio del gioco del 77 barrato come sul referendum della pazzia caducea sempre senza ritegno per il fucile mitragliatore del prossimo cosmo poeta del solstizio di Urano, con Luna Rossa che orza in continuazione al 3 della bandierina rossa, che fa scattare il campione dei 100 metri che corre sapientemente solo con l’uso del gomito sinistro, naturalmente spiaccicato completamente di cocaina coltivata al centro della terra, da trivelle viventi, combinati tecno tensioriali dell’industria farmaceutica, umiliati da estintori termoidraulici sempre intenti a combinarne di tutti i colori, ma tra tutti il verde ed il giallo, così, tanto per rompere i coglioni di Mao. Stoppe.

pressiamo le parole

cominciamo a scrivere su questo nuovo blog, sperando che questi deliri gozeriani (ndr) siano di ispirazione per una nuova attività… enjoy…

non c’è molto da dire per ora, sono Ace e sto per laurearmi in Ingegneria Edile con una tesi su Google Earth e sono matto… fin qui tutto chiaro…

a presto con nuovi aggiornamenti, sempre se mi va!

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