la creatura sta crescendo… delirante


Breinstormin namber fri – 28 luglio 2007 – 18:18 (treno x Rimini)

Sui rinoceronti privi di doppio mentolo, le sigarette più inquinanti dell’umanità

Eccomi dal treno dell’armonia a scrivere di cose pazze dette sottovoce all’amico del destino con cui ti sei appena salutato ma non per meno di uno starnuto, con i pezzetti dell’anguria ancora incastrati nella serratura magnetica del cervello che non scorge neanche in lontananza la stella polare un po’ troppo alta per i miei gusti. Yeah, fanno le mie cuffie mentre ascolto un po’ di buona musica positiva per una serata rilassante in quel della riviera romagnola, mentre tutto scorre, catturato da una sottile voglia di prendersela col fenicottero che ti ha rubato la catena della bicicletta che avevi parcheggiato anche bene, li vicino all’aorta del dolore. Potresti dare il meglio, dice la canzone che entra nelle mie orecchie col suono gentile come fece una madre diabetica quando eseguì la sinfonia urlante degli orrori, impastata da una sapiente collaborazione straniera della simbologia vudù, con bamboline spaziali che non fanno altro che lamentarsi del caldo assiderante che vi è in questa zona in questo periodo ciclico, anzi sinusoidale. E mentre faccio blec aut su tutto ciò che mi attanaglia l’anima, voglio esorcizzare tutto il male cattivo che mi perseguita su questo schermo cinematografò, diretto in faccia come una panna montante, salutare ed iperproteica, che aguzza la vista su spiedini amari, mentre nessuno riesce a carpire il vero significato di aver un qualcuno, anche se è brutto sapere che non ti ama. E’ inutile andare a cercare saputelli che non fanno altro che toglierti dal piedistallo di nuvole che ti meriti come ogni essere umano per viaggiare in altre galassie spirituali, anzi, ti fregano il posto a volte e questa rivalità indotta sancisce la differenza dell’uomo a non restare in una comunità globale senza avere sete di prevalenza, che non è quella ragazza di nome Vincenza che abita in quella bella porzione ispiratrice di quadri, ma anche di cuori e fiori, ma non di picche. Che poi, le picche, cosa sono? Le armi? Allora sarebbe l’unico e vero seme del male e quindi lo scritto del poeta di cui non mi viene il nome sarebbe un manuale del poker vecchio stile, quando si puntavano schiavi ed altri suppellettili, almeno è così che venivano considerati. Frustrazioni assolutamente sotto lo zero che considerate senza scuse non hanno possibilità di sorbire l’inutilità statistica creata dalla sottomissione del pelato occidentale, che non fa altro che sezionare corpi alla facoltà di non rispondere a domande da milioni di sberle, metà di dritto e metà di rovescio della medaglia che vincerai se riuscirai a schivarle tutte con il solo uso dei muscoli facciali. Il movimento costante che mi si genera nelle dita, manda in trans la mia spiritualità combinata diavoleria machiavellica, forse è l’unico e proprio momento della mia carriera sulla terra in cui la scrittura è veloce tanto quanto il pensiero. Il sudore che mi crea questo status è come quando si esce da un buon allenamento: la stanchezza generata dagli esercizi viene ripagata alla vista delle divise bagnate, segnale del lavoro duro svolto, della fatica ricompensata in aumento di bravura, in un nuovo massimo della barra dell’energia, che aiuterà l’individuo a districarsi nei problemi più difficili; così questa specie rara di esercizio credo sia finalizzata ad alzare la qualità del mio pensiero, che come tutti è enorme all’interno della giornata, addirittura per noi maschi ogni minuto viene fatto un pensiero sul sesso. E comunque questa preparazione serve ad incanalare le idee superficiali in un qualcosa di costruttivo, semplicemente non le butto via, perché comunque credo che un qualsiasi pensiero nostro contenga sempre qualche spunto interessante, per questo ho deciso di scriverle e rileggerle sotto un’altra ottica a posteriori, non col culo, ma naturalmente con una mente che ormai ha altre cose per la testa e magari trovarci cose interessanti. Mi sa che questa volta non credo di risultare troppo pazzo come negli altri due, forse la creatura sta crescendo man mano che scrive, e il suo intento di riordinare la testa sta avendo successo, sempre nel rispetto delle regole demografiche sottoposte ad ingenti correnti fluviali sempre più forti man mano che ci si avvicina alla riva del paradiso, lo zucchero a velo presente sulla luna rossa non fa altro che peggiorare la situazione socio-politica dell’africa sud-occidentale, che teoricamente non esiste neanche essendo il continente che assomiglia ad un rinoceronte privo di doppio mentolo, le sigarette più inquinanti dell’umanità, sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo, noto che chiudere gli occhi aiuta a sparare più numeri, infatti basti pensare alle estrazioni del lotto attuate da giovani fanciulli sfruttati dalle multinazionali dei surgelati poco sur e molto gelati. E come non parlare nel crescendo del tema di 300 della gioia creata dal vedere un amico sciogliersi alla tua vista, letteralmente perché il caldo estremo non può annusarci nel crescendo dell’aritmetica salutare finchè un giorno un paio di bellissimi piedi furono in grado di risanare ferite ormai insanabili dalla medicina convenzionale,, il riflesso del rubicone, nell’irridescenza calda dello scaldino visuale tormentata dai frammenti, scivolata alla gattuso nella  spiaggia di sabbia di dune, mentre il frontale della 600 non può far altro che resistere alla tormenta scatenata dalla leggera brezza marina militare, incantata dalla polvere di stelle sapientemente riciclata da qualcuno. STOPPE

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