Archive for marzo, 2010

la guerra dei 7 giorni, uno più uno meno

avete presente quando fate una fatica enorme a bere perché vi trema la mano? Quando siete incazzati con voi stessi perché avevate ragione…e tutto diventa scontato, noioso. É unaa commedia all’ennesima replica, cambiano un pò gli attori e il testo, ma le sensazioni del canovaccio sono le stesse… Quel pezzo di carta lo getto in un mare di lava, lo ricopro di inchiostro, ma lui torna sempre, non può separarsi dall’autore…
furore che si trasmuta in parole, suoni, gesti…ti odio e ti amo, sottile linea della pazzia

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Femminismo e fastidio, femminismo e fastidio…

Premesso che un uomo che picchia una donna é una bestia e non un uomo…facciamo alcune considerazioni

Il mondo ruota intorno al triangolino che avete in mezzo alle gambe, le guerre spessissimo sono causate da insoddisfazione sessuale, i migliori poemi e le migliori poesie d’amore sono dedicate a voi…la gente muore per voi nel vostro nome, il dolore più grande é perdervi, noi siamo brutti, voi siete le belle…avete forza per romperci il culo quando volete, noi siamo solo dei fuchi…
…e vi considerate ancora il ‘sesso debole’???

breve e conciso

ma che cazzo…non si può neanche essere ammalati un giorno?

cos’è sta storia? son così indispensabile? non avete un pò di cazzo di compassione? no, invece è colpa mia che non son potuto partecipare a quell’evento, è colpa mia se non son venuto a lezione, è colpa mia se domani non lavoro, è colpa mia se faccio tardi la sera e mi sveglio col mal di testa…

ma andatevene a fanculo, etciù!

algoritmicamente dissociato

…ieri sera ho capito alcune cose importanti:

1) è più bello essere chiamato per nome (o soprannome) invece di “fratello di…”, mi fa sentire più della compagnia

2) avere 23 anni significa bere 6 birre medie e una settima la mattina appena svegli per scacciare un pigro tentativo di mal di testa

3) le scorregge vaginali sono un ottimo e divertente argomento di conversazione

stamattina tornando a casa ho imparato altre cose:

1) fermarsi a guardare il cielo azzurro può ridarti il sorriso, sempre (anche se in quel momento ce l’avevo già il sorriso x la splendida festa)

2) le 18enni in minigonna te la porgono su un piatto d’argento e te lo vogliono comunicare in qualunque modo

3) il mio giubbotto verde da nell’occhio…e me ne vanto

haiku scorrettamente giusto

Clangore non é un falso onomatopeico… Ho sempre pensato fosse un rumore meccanico, di ingranaggi che macinano, del rumore dei colpi inferti dal sapiente fabbro sul pezzo da plasmare… E invece scopro che si riferisce allo squillo delle trombe… Ma io voglio trascendere ed interpretare il termine in barba all’accademia della crusca…quindi:

‘sinapsi primaverili,
clangore cadenzato
di meccanica irrazionale
materia grigia e petali di pesco’

la mia vita, al momento, é una sinfonia composta da tre distinti movimenti:

‘molte persone’
Vita universitaria, frenetica e incazzosa facilmente…la vivo quasi da esterno, immerso nel mio percorso, sommerso da richieste d’aiuto dettate dall’invidia… Mi sento l’unico che invece di scrivere ‘SOS’ in quest’isola di lost, si prende un libro e di gode la spiaggia…

‘qualche persona’
Vita sociale, discretamente sociale visto che nessuno si é così legato a me da scrivere qualche rima per il papiro, però vabbé, non é così determinante… Mi si vede sempre stanco e distaccato anche se é solo un endomorfismo del mio essere misterioso…

‘quasi nessuno’
Piccola cerchia massonica, tutte donne tranne me, quelle che hanno passato il test della prima settimana o che mi hanno fatto un male cane e si sentono in dovere di farmi da infermiere…rivedo la mia parte più nascosta…

Per essere un post scritto dal cell in autobus é stato piuttosto lungo…ora spicco ancora il volo…catch me if you can

Io, brodo

…appena finito di leggere Io, Robot, che un paio di giorni fa mi guardava dallo scaffale della libreria invocando di essere letto…

…18.30, autobus, calderone di ignoranza…giornata di pioggia, con quel gusto obsoleto d’autunno…le mie orecchie intente a decifrare poetiche rime non possono non ascoltare la discussione in corso tra elementi della nuova generazione…questionare sul nome di Napoleone (supposto che Napoleone fosse il cognome)…con esempi tipo Caio Giulio Napoleone e Silvio Napoleone… all’inizio pensavo fosse uno scherzo, poi la curiosità prende il sopravvento e scopro che stan parlando sul serio… e son pure grandicelli e iscritti ad ingegneria!!! Scandalo a parte, mi son sentito un pò più estraniato da questa Endemol Generation…

…d’altra parte, è questo vuole essere una dedica a qualcuna, scopri a volte persone specchio che sanno sostenere una conversazione, anche per 6 ore, senza sentirne il minimo peso… mi sono sentito come a Cortona sinceramente, e chi vuol capire capisca… mangerò acciughe stasera, chissà che diventi più intelligente…

come un treno che corre sul suo binario, senza scambi…

…è così che sto, indipendente e sapiente, perfino saccente dicono… la mia mente vola verso lidi lontani, con un battito di ali cadenzato… tutto il positivo di aver rapporti senza il lato peggiore, senza sporcarsi le mani, rimandendo lindi, distinti, evidenziati… evitare per una buona volta di fare il samaritano ingenuo, di fare il guru atomico e agnostico, non è un sinonimo di egoismo, bensì una ragionevole, non cagionevole, voglia di godersela, col sorriso stampato in faccia, così da portare la gente a formulare ipotesi sulla tua contentezza, ma tu te ne freghi degli sguardi perché sai che la risposta non c’è e non ha motivo di esistere…

è un postulato fine a se stesso, l’armonia dell’essere…

corta corta…

corta la mia pazienza a sopportare il mal di testa…

corta la miccia della mia influenza senza sosta…

corta la strada per cercare una risposta…

corto questo pezzo pacato e con la crosta…

…ti à piaciato?

Chi vola alto è sempre solo

…solitudine, tu che mi accompagni da sempre e sempre mi abbracci, grigia entità di fumo…io ti respiro e raffreddi i miei polmoni, mi privi dell’ossigeno, ma non blocchi le mie urla che ti chiamano e ti cacciano… il tuo sapore è di cenere, di quella cenere proveniente dalle foto che hai bruciato, dai ricordi che fanno male, dalle cose che non hai…

lo sguardo è perso nel vuoto e tu ti domandi dove sono…ti risponderò che sono qui, sono sempre stato qui, mai il mio qui è altrove, e pochi di voi lo conoscono, anche se i cancelli sono sempre aperti, anche se è un posto così accogliente…le visite sono scarse… le scuse sono molteplici…molto spesso il vostro mondo è migliore, o almeno lo ritenete tale, con i vostri soprammobili di ipocrisia e le vostre tende di menzogna… a volte il mio mondo vi sembra ostile, autosufficiente e crudele con i nuovi arrivati… selettivo fino al midollo… ma molto spesso è apertissimo…poi dopo un mesetto succede qualcosa che vi allontana…succede sempre…senza esclusioni…fanculo

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