Archive for aprile, 2010

BusterWolf + LonelyWolf = Me

Più vado avanti e più mi sento un lupo, solitario… non è semplice malinconia, ma uno stato di estraneità ai fatti, di menefreghismo verso i commenti che vengono fatti tra di voi, sparlando sul mio comportamento, sulla mia logica…

Immaginatevi un lupo… nero, occhi scuri, sguardo saggio… Immaginatevelo nella foresta una notte di luna piena. Il suo passo è sicuro ma al tempo stesso curioso, del cambiamento continuo che è quel territorio: scoprire una nuova pianta, accorgersi di un animaletto che passa, potenziale preda. E’ un lupo dall’aria stanca, silenzioso, è un lupo che ne ha passate tante, lo si vede dalle profonde cicatrici lungo tutto il suo corpo, ancora bene in vista tra una ciocca e l’altra di pelliccia… è un lupo che non si arrende però, che onora le sue cicatrici e l’esperienza maturata… BUSTER WOLF

Immaginatevi ora quello stesso lupo che passeggia per le strade di Manhattan… sulle prime desta scalpore, quel bel esemplare, scuro, aggressivo ma triste. I denti affilati mettono paura, soprattutto perché non attacca nessuno, quiete prima della tempesta. In breve tempo però la notizia si perderà nei commenti della folla, mentre lui prosegue il suo cammino, isolato dopo isolato, tappa dopo tappa. Il suo manto è sempre più lucente di quel nero misterioso, le voci sempre più insistenti, sempre più cariche di invidia, sempre meno ascoltate. E lui va… LONELY WOLF

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Cielo + Terra = Tu

Cielo
Le mie dita tracciano un confine guardandoti, delineando un azzurro senza fine, racchiudendo in pochi centimetri una porzione immensa di te.

Terra
Così fertile, così forte, così fragile sotto i miei piedi. Mi aiuti a vincere la gravità, mi sostieni, mi regali la fragranza del profumo d’erba appena tagliata.

Musa
Con te é lo stesso, ti inquadro, proiezione sconosciuta di te stessa, e ci vedo un mondo da scoprire, una nuovo continente da conquistare e rispettare, una terra a volte gentile e dolce, a volte aspra ed inospitale.

il vero inferno è l’inganno

Mentre una lama di ghiaccio scivola tra le pareti del mio cervello, incidendo le sinapsi, privandomi dei ricordi…penso…
fanculo il tuo psicofarmaco inutile, dottore… ce l’ho fatta senza il tuo aiuto.

Così, sfidando il mal di testa, ho avuto un flash, un dolore talmente forte e sublime da tranciarti in due, da spaccarti il cuore… un iniezione di adrenalina direttamente nel cuore… non sto parlando di droga, ma di legami… legami con le persone che ami, legami con gli oggetti, con la natura… è questo che ci rende sempre vivi e presenti… una parte di me non voleva arrestare la folle corsa della formattazione, quella lenta azione che mi stava privando di tutta la memoria, pezzo per pezzo… stavo regredendo ad un bambino, innocente, vulnerabile… anche troppo… per questo ho deciso di guarire

Evolution is my name

Il concetto di tempo ha una sua logica, per quanto cerchi di trascenderla… il tempo è strettamente collegato allo spazio, intimamente dipendente… il legame più semplice per me è la velocità… e cosa c’è di più veloce nell’universo? la luce? no… sbagli… c’è il pensiero…
il pensiero che fa parte di te, che colleghi alle azioni, commettendo un sacco di cazzate, ma che alla fine della giornata ti ridanno il sorriso…
sono uno sparviero, ho il mio modus operandi, ma mi evolvo, continuo a cambiare, costante solo nel protagonista… chi è intorno a me cambia, indipendentemente da quello che faccio… fidanzate che diventano amiche o complete stronze, amici che non esistono più, altri che arrivano, parenti serpenti, parenti che mi stanno vicino… chiunque può diventare chiunque… anche io però, che sono tutti e nessuno, ho solo una piccola matrice che mi rende unico rispetto agli altri, un altro numero che non è uguale a tutti voi.

Non cercate un messia…

…inutilmente rantolate tra le lenzuola che vi avvinghiano, aggrovigliati in quel limbo del non sapere, del non comprendere… Lentamente e stancamente cercate di farvi strada, più per tentare un nuovo respiro che per diventare migliori di quel che siete… Siete pigri sfruttatori degli altri, imprenditori di un azienda dal lavoro socialmente non appagante, tanto meno soddisfacente… Divorate il buon operato di chi vi sta vicino come famelici egocentrici, stupratori di buoni propositi…

Non venite qua per cercare un messia, vi prego… sono solo uno sparviero con le dita frementi sulla tastiera…

Hello, mirror, so glad to see you

Tu, semplicemente tu, che nascondi la tua spontaneità di quando siamo solo io e te, come se volessi mostrare solo a me quel lato, sinuoso e solare. Tu, con il tuo respiro, quasi stai per scoppiare a ridere, ma l’attesa, la preparazione é ciò che adori, che io adoro. Le parole tremano quando varcano la soglia delle tue labbra, fremono, impercettibilmente mi temono. Quando giungono al mio orecchio, i suoni sono familiari, precedono il mio pensiero di un momento, l’istante della formulazione.
É una lotta, una sfida, ma solo come noi possiamo intenderla

Oggi ce l’ho con le parole…

STORICO… ormai tutto è un evento STORICO, anche se passa pochissimo tempo. Gli edifici di 50 anni sono STORICI, la doppietta della McLaren è STORICA, anche se son passati 3 anni solo, il nostro premier è STORICO, quando sono passati solo 60 e qualcosa anni da uno uguale, solo più alto…

DEMAGOGIA… usata soprattutto al di fuori della politica, cosa che non sarebbe giusta per questo tipo di parola… ormai sta diventando un altro degli inutili insulti per riempire la bocca dei nostri Onorevoli… altri esempi sono comunista, fazioso, fascista (anche se sta diventando un complimento) e giustizialista…

CORDOGLIO… molto spesso usato nella variante sgrammaticata coNdoglio (più di metà della gente che ho sentito in tv dice così)… ultimamente muore un sacco di gente, Vianello, Mike, Mosca… e tutti con questo cordoglio, molto spesso di circostanza…

SACRIFICIO… non hanno idea di cosa voglia dire… è una leggerezza per loro, è una parola che attira l’elettorato timorato da Dio… mi fate decisamente schifo, dovreste rendervi conto di cosa vuol dire veramente quella parola…

P.S. Mi scuso per l’eccessiva irruenza, ma ne avevo bisogno, presto tornerò con i post che adorate 🙂

Roulette russa alla Ace

Rito magico. Prendere le cartucce, una per una, ammirare la loro lucentezza sotto quella lampada anni ’60, guardare la loro perfezione di fabbrica, la loro spersonalizzazione, la loro capacità ad essere confondibili, uguali alle sorelle. Si infilano perfettamente nel tamburo, che freme per loro, è quello per cui è stato creato. Ha freddo, il tamburo, fintanto che è in quella posizione, separato dal resto della pistola, è una posizione sublime: trema di freddo ma è febbricitante perché sa che presto verrà riempito di dolce piombo. Quando le sei sorelle vengono piazzate dalle mie dita perfettamente calibrate nei movimenti, manca solo un semplice gesto, che deciderà il mio destino. Vi chiederete che destino è quando hai un caricatore pieno, sembra tu non abbia scelta… ma il destino, scelto da me, si compie con quel clik alla fine della rotazione… ho scelto la pallottola, l’unica… e ora non è più una pallottola tra le tante, ma è quella… lei, con quel caratteristica scia che percorrerà all’interno della canna della pistola, con quel suono unico che emetterà. La punta della canna si appoggia perfettamente alla mia tempia, come se quella pistola fosse costruita solo per quello scopo… ora è tutto deciso, l’indice si infila nell’anello del grilletto. Non c’è esitazione, non c’è fremito, tutto si decide in un attimo. BANG…

le pallottole si chiamano Carisma, Tenacia, Saggezza, Tenerezza, Sincerità e Velocità… la pistola prende il nome di…Ego

Attaccar bottone…

finestre della giornata in cui sei immerso nella vita, senza orologi, senza mete perché ti senti arrivato… e c’è qualcuno che vuole entrare in quel nirvana, invidioso della tua condizione, solitaria, autosufficiente… e io, con tutta la pazienza buddhista che ho, ascolto, incamero…senza pretese né rimproveri… e anche da un innocente anziano, di quelli che ti chiedono se sei il figlio di Mario il panettiere, di quelli dolci, saggi, stanchi di vivere… sereni della propria condizione… quell’anziano ti racconta la sua vita, te la racconta pacatamente, irrimediabilmente lucido… te lo comunica con gli occhi, quegli occhi lucidi, illuminati dal neon dell’autobus… ti guarda, il vecchio, e ti sembra più bambino che mai… è solo… ma per quella mezz’ora di viaggio ha trovato te, sconosciuto

L’ossessione di ogni mio neurone

Sarò breve… ogni volta che vedo qualcuno per come è veramente, cioè in questo caso, un “saccente” che tenta di imbambolarti con termini ricercati di cui non conosce il vero significato, ho la voglia matta di umiliarlo… lato cattivo e sadico di me 🙂

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