Apoteosi ciclica scacchistica


mi piace pensare alla vita come una partita a scacchi, o meglio, a una serie di partite a scacchi… Usando sempre i neri, e la vita gioca con 2-3 regine… Ma l’handicap ti porta a combattere di più e a concentrarti su ogni mossa, senza lasciare al caso un movimento, dando peso ad ogni pezzo mangiato. Ogni mossa é una storia tutta sua, un passo avanti verso la meta o un passo indietro per correggere gli errori che, irrimediabilmente (é qui l’umanità) si compiono.
A differenza della classica partita con la morte, io ipotizzo le partite con la vita, perché bisogna batterla, giocarci, farci la guerra e farci l’amore, per poi alla fine godere della soddisfazione di vincere con i neri…
Coricare il re bianco, ammirare la bellezza di quell’effimera immagine, dove la morte trionfa… Stringere poi la mano alla vita per congratularsi della bella sfida e sentire le dolci e maliziose parole uscire dalla sua bocca: ‘rivincita?’.
APOTEOSI CICLICA

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