Archive for novembre, 2010

Tu

sei tutto ciò che mi dà emozione
sei tutto ciò per cui voglio lottare
sei tutto ciò che desidero
sei tutto
sei

Atop the fourth wall

Sulla scena, palcoscenico vitale.
Un uomo entra furente nella stanza, cieco, rabbioso. Sente un respiro, di donna, ansimante. Le sue orecchie captano una musica in quell’aria in movimento, lo fanno vibrare, tendere al limite dell’impossibile. La sua mente vaga, viaggia errante tra pensieri osé e scava se stessa, ricercando un tesoro perduto in fondo alla propria gola.
Buio, un esplosione lacera il tutto, le quinte crollano, l’attore rimane fermo in estasi, mentre tutto scorre via nel tempo.

Succedaneo

Senza maschera.
Ad impatto zero.
Imperdonabile.

Desperate and ravenous, so weak and powerless over you

Penso che quello che faccio sia una via catartica, un prendere il male che ho dentro, reimpastarlo e farci uscire qualcosa di positivo, qualcosa di creativo. Il problema, o almeno la cosa che devo accettare, è che sono un incameratore di male… detta così sembra che me lo vada a cercare; in realtà è che dentro mi sento come un teatro con in scena uno spettacolo intenso e senza fine, una guerra… ma non tra due avversari, tra bene e male, in realtà è semplicemente una guerra, un caos, un turbine di pensieri, corpi, idee che si centrifugano e poi ne faccio uscire qualcosa di buono…
Quando riesco a capire questa cosa e ad accettarla riesco a guardare il mondo meglio.
In fondo sono un maniaco depressivo con un innata capacità rigenerante intrinseca e se fossi diverso non sarei io.
Quando progetto, quando lavoro, nella vita in generale sono spinto dalla voglia di riparare, ricucire, rigenerare…sono fatto così.

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