Atop the fourth wall


Sulla scena, palcoscenico vitale.
Un uomo entra furente nella stanza, cieco, rabbioso. Sente un respiro, di donna, ansimante. Le sue orecchie captano una musica in quell’aria in movimento, lo fanno vibrare, tendere al limite dell’impossibile. La sua mente vaga, viaggia errante tra pensieri osé e scava se stessa, ricercando un tesoro perduto in fondo alla propria gola.
Buio, un esplosione lacera il tutto, le quinte crollano, l’attore rimane fermo in estasi, mentre tutto scorre via nel tempo.

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