Vivere vuol dire raccogliere i cocci


Silenzio. Ti rinchiudi in un silenzio enorme, cerchi di dipingerlo, ci provi, lo senti, lui ti entra dentro, ti svuota, ti assapora, ti divora…
Buio. Tanto buio attorno a te da renderti cieco e da privarti delle capacità sensoriali, soffocandoti, estraniandoti da tutto…
Specchio. Uno specchio in quel vuoto silenzio, in quel buio nero si posiziona davanti a te, si siede a gambe incrociate davanti a te e tu puoi vederlo semplicemente perchè è illuminato dalla flebile luce dei tuoi occhi. Non esiste nessuno in quel momento al di fuori di te, guardi l’abisso e l’abisso ti guarda dentro. I problemi sono i tuoi e devi conviverci, lottarci, batterli in un’eterna partita a scacchi col destino.
Frantumazione. Un urlo irrompe nella stanza, gela le pareti che rispondono vibrando, rompe lo specchio in triangoli finissimi che si vanno a spargere sul letto dove eri seduto e che non vedevi. Ora la luce viene rifratta dai singoli frammenti e riesci a percepire la finitezza del luogo, la tua posizione al suo interno.
Vivere vuol dire raccogliere i cocci.

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