il cuore del tramonto


Rosso, Blu, il tramonto ed il mare…

Ogni sera della sua vita Il Gabbiano era stato spettatore di questo contrasto che prendeva vita prima del calar del buio, e l’aveva amato ogni singola volta.

Ammirava il movimento con il quale il sole disegnava bellissimi riflessi su quell’acqua che era la sua casa, il luogo dove era nato e cresciuto, dove aveva imparato a cacciare, a sfamarsi, lontano dallo stormo. Adorava come le onde si aprivano quasi ad accogliere quella sfera luminosa e immaginava questo incontro tra calore e freschezza, tra rosso e blu.

L’aveva osservato prima, quando era ancora piccolo, poi con il passare la passione crebbe e si innamorò di un incontro, si innamorò della sua idea.
E quando fu abbastanza forte, partì.

Volò senza sosta per ore, guardando quel sole che non si avvicinava mai, ma sfuggiva, fino a lasciarlo al buio, in mezzo al mare che senza luce era diventato inospitale e si sentì solo, abbandonato.
Era sempre stato solo Il Gabbiano, solo ad inseguire il suo sogno, mentre i compagni deridevano il suo amore, mentre schernivano ciò che dava loro la vita.
Il Gabbiano, pianse nella pioggia appena sopraggiunta, tornando sugli scogli natali, si librò nell’aria velocemente come una saetta e le lacrime si confusero tra le gocce, nascondendo il suo dolore, la sua paura di non farcela mai.

Provò ancora ed ancora, diventando più forte, più rapido, più desideroso di voler essere li a vivere il tramonto, e piano piano gli sembrò di avere più tempo per volare, come se il sole gli concedesse più spazio, lo invitasse.

Una calda sera d’agosto il suo tentativo fallì un ennesima volta e lui, stanco e stremato cominciò a chiedersi se ne valeva la pena. Poi cadde una stella, una scia bianca squarciò il cielo, era una cosa che non aveva mai visto. La stella durò un attimo, ma quell’esperienza così bella, quasi come il tramonto, fu una rivelazione.

Capì di aver già dentro di sé quel posto tanto lontano, il cuore del tramonto, lo capì quando guardò cos’era diventato, quanta forza d’animo aveva, quanto di meraviglioso aveva costruito nel suo cuore e quanto desiderio lo spingeva ad andare avanti.

E così tornò dallo stormo, felice e conscio che ad ogni tramonto lui sarebbe stato in quel luogo appena avesse voluto.

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