Archive for ottobre, 2011

L’accendino

E’ buio, disse lei aggrappandosi a lui.
Controllerò la cassetta dei fusibili, ribattè lui. Tutti i lavori di ristrutturazione nell’edificio… il sistema elettrico continua a sovraccaricarsi.
Ho paura, parlò ancora lei.
Lui tentò di andarsene ma lei lo tenne stretto, e lui glielo lasciò fare. Era così bello. Era quasi mezzanotte. Si trovavano nel loro appartamento, in piedi nello studio di lei. Stava lavorando ad alcune foto per il risvolto del suo prossimo libro. Erano degli ottimi scatti. La parte difficile era decidere quale si adattasse meglio alle atmosfere del volume. Poi era mancata la luce e lei gli si era afferrata, il volto nascosto nell’ombra che lasciava intravedere solo i suoi occhi sbarrati. Lei aveva terrore del buio.
E’ così buio qui.
Lo so. Fammi andare e risolverò tutto.
Penserai che sono pazza.
Sai che non è così. Quando ero bambino avevo gli incubi. Il buio terrorizzava anche me. Poi le cose peggiorarono finchè non riuscii più a dormire e mia madre mi diede un vecchio accendino.
Accendino?
Lui la sentì ridacchiare. Se mai avessi avuto paura del buio, bastava che l’accendessi e una luce magica avrebbe scacciato i mostri.
Cosa non darei per un oggetto così.
E’ da qualche parte nel mio ufficio. Te lo regalo. Forse potrà aiutare anche te.
Troppo tardi, mormorò lei.
Non è mai troppo tardi. Lasciami andare e accenderò le luci.
Non abbandonarmi, disse lei.
Vieni con me. Le prese la mano.
Non posso.
Le strinse la mano fredda, cercando di scaldarla. Perché no?
E’ troppo buio, non riesco a vedere.
Sono qui con te.
No, singhiozzò lei. No, non ci sei.

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credici

…Lei guardò lei… c’era un senso di colpa nell’aversi vista così… quella lucentezza negli occhi che era solo una patina del proprio passato… non può odiare se stessa…
“credo che questa sia tua”
“non lo è più, non mi serve”
“tienila, ti servirà, fidati di te”
riluttante e quasi schifata, non accenna neanche a guardarla negli occhi e osservare quelle manine che le offrono un’anima nuova
“non posso”
“lo so, sei fatta così, ma ti prego, accoglila, prima che svanisca”
“senti, fai tu” e chiuse gli occhi…

Il fabbricante di sogni

“tieni, è tuo…”
“mio? ma io non posso… non dovevi… lo sai che non sono in grado di mantenerlo…”
“…ma questo è speciale, sono anni che ci lavoro.”
“anni? chissà quanti progetti che ci avrai fatto sopra? tu sei bravo a disegnare!”
“progetti? è questo il bello: è speciale perché è venuto fuori così…”
“come viene viene?”
“come viene viene”
“…”
“…”

…a chi mi ha fatto tornare la voglia di scrivere

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