H


Questo è un racconto scritto da me nella pausa dello spettacolo “Plagio” del Teatro a Molla del 17/12/2011 a Padova. (Mi scuso preventivamente con l’eventuale barbarie alla Consecutio temporum, ma spero si capisca che è tutto di getto).
Gli spunti sono stati:
– Una svolta positiva
– Le alte aspettative
– Amore d’inerzia
– Imposizioni
– Buona Educazione
– Consapevolezza

“H” di Alessandro Corrà
Giro, giro, giro… è tutto quello che so fare.
Sono piccolo, di piccola taglia, di piccola massa ed è una vita che cerco un posto.
Quando ero più piccino c’era mio padre che mi ripeteva costantemente “impara la buona educazione e vedrai quanti legami avrai”… era un brav’uomo mio padre. Io ho sempre cercato di mettere in pratica quel che mi aveva insegnato, ma non ci riuscivo, mi impegnavo, ma fallivo. Sono stato per lungo tempo da solo a girare…e giro, giro, giro.
Il mio amico Elio ha la vita più facile, lui è già perfetto da solo, così com’è. E’ sicuro di sé…mentre io, io ho sempre avuto questo bisogno sfrenato di poter legare con qualcuno, qualcuno che potessi amare…e diventare qualcuno, volevo poter dire, quando saremmo stati tutti seduti alla tavola, che ero diventato qualcuno, il numero uno! Le aspettative erano alte, ne sono consapevole, ma vedete, una cosa che non ho mai messo da parte è la mia costanza.
Da quando lavoro in questa azienda, non faccio altro che girare…e giro, giro, giro.
Ruota tutto intorno a lui, il mio capo, così baldanzoso…lui sta fermo, con tutto il suo peso e noi ruotiamo intorno a lui…ma che dico noi…io, ruoto. “Ehi, tu! Fammi un caffè!” “Ehi, tu! Portami la sedia!” “Ehi, tu! Passami la gazzetta!”…centinaia di richieste e imposizioni, ordini che io non posso eseguire e per questo vengo insultato…ma io so solo girare…e giro, giro, giro.
Nel mio vagabondare in questa monotona vita e con questo monotono lavoro, un giorno trovai qualcuno che mi assomigliava, un altro come me, un altro essere in questo universo che si sentiva solo e per questo non faceva altro che girare…e gira, gira, gira.
“…ciao!” la prima mossa lo colse di sorpresa.
“…eh…ciao!” mi rispose con un certo stupore nel vedermi uguale a lui.
“…senti, ti va di essere il mio migliore amico?” era una domanda retorica, sapevo che lo saremmo diventati immediatamente.
“…SI'” l’energia di quella sillaba si insinuò alla velocità della luce e il suono mi colpì così come il significato materico del suo abbraccio. Insieme non ci interessava più nulla ormai, potevamo andare ovunque, e viaggiamo insieme, senza accelerare, come se ci fossimo sempre conosciuti. Il nostro era un amore d’inerzia, uno di quelli difficili da frenare, che continua sempre con la stessa intensità.
E fummo uno. e girammo, girammo, girammo…noi, due elettroni contro il mondo.

Advertisements

1 commento »

  1. Paulista Said:

    Un eccellente uso del tempo dell’intervallo…
    e un sorprendente racconto. Molto bravo!


{ RSS feed for comments on this post} · { TrackBack URI }

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: