ore 2:50…51…52…53


…e quel desiderio di autodistruzione completa, di essere posseduto dalle note potenti di una traccia ruvida e aggressiva come obZen. Voglia di essere colpito, fulminato, preso a pugni in faccia. La sensazione di sentir ogni singola goccia di sangue percorrere l’autostrada delle proprie vene, sentirla viva e pulsante mentre transita a gran velocità e tu sei li, a cavalcare ogni istante, con ogni cellula. Sentire le ombre delle vene sulla pelle, la tensione dei muscoli, la fottuta sostanza della nostra carne. Impatto. La domanda appena smontato dall’auto con una nebbia fitta che ironicamente mi cela la porta di casa è “davvero posso amare?”. Una domanda inusuale in un momento di pura ira metallica, tanto che sembro un giornalista che intervista me stesso. Mi perdo in quella cadenza sincopata della batteria, vibro ad ogni nota greve del basso e vado oltre…e sorrido…fottutamente…sorrido

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