L’essentiel est invisible pour les yeux


Vedete, io sono uno di quelli che batte contro la propria natura egocentrica fino a rendersi utopico.
E con questo non voglio dire che rinnego il nostro essere individualisti, la società ce lo insegna, o meglio, ce lo impone. Ma qualcuno un giorno disse “in media stat virtus” o qualcosa del genere, mai stato bravo in latino (che poi sono un geometra) e il mio ragionamento lo potete leggermente prevedere da questa frase famosa, ma non si ispira ad essa. Si ispira per lo più a cose che ho visto con i miei occhi nella mia vita. Siete mai stati poveri? pensateci bene, cosa vuol dire questa parola. Se parliamo di soldi, beh, anch’io lo sono stato, o meglio, mi ci son sentito. Poi ti capita di conoscere una famiglia di 8 persone che vive in un garage e vedi i loro sorrisi e hai voglia di mandarti a fanculo. E così con un sacco di altri aspetti della vita, nei rapporti interpersonali, nell’amore. Basta vedere un po’ più lateralmente per scoprire cose che davi per scontato, aspetti di cui godere appieno. E’ una sorta di “accontentarsi”, ma senza quella patina giallognola di negatività che ha addosso il termine oggi. E vedi persone il cui “problema di vita” è sapere quanto ha fatto la squadra del cuore, o che fine ha fatto Sara Tommasi…invece di pensare ai valori, come me, che sembro un vecchio bacchettone ora e sinceramente, se lo sembro, siete voi lettori a proiettare questa immagine su di me, giudicate voi. Io intanto scrivo. Mi ha fatto pensare l’utilizzo della parola “destabilizzante” in merito al cambio di province, cioè che adesso la mia città al posto che essere in provincia di Padova, potrebbe essere in provincia di Vicenza. Beh, che dire, definire destabilizzante un cambio di 2 lettere nel proprio indirizzo mi sembra eccessivo. Mi fa pensare perché come giustificazione c’è il senso di identità, le radici e ho pensato ancora. Io sono nato in una provincia, da genitori provenienti da altre province, figli di genitori di altre province, regioni e stati differenti a loro volta… e quindi? dovrei essere senza radici? e allora? mi sembra un ragionamento tipo Giovanardi che dice “i matrimoni gay non si possono fare perché poi chiedono i figli”…..e allora? Alla fin della fiera io sono quello che leggete, Ace, semplicemente così, e non è un modo egocentrico di dirvi che sono figo o migliore o che ne so, ma mi girano quando vedo la sragione, questa malattia che chissà come mai si genera proprio all’interno della società, che per definizione dovrebbe promuovere il ragionamento. E’ interessante ad esempio fare FREE HUGS, perché vedi gli sguardi impauriti delle persone. Perché dovrebbero avere paura di uno che t’abbraccia? Retaggio culturale. Sto partendo per una tangente e me ne accorgo, quindi faccio un po’ di ordine schematico, come piace a me, i concetti sono fondamentalmente due:

– Nei momenti tristi, il semplice sapere che qualcuno ha meno (e non parlo solo di soldi) ma è felice lo stesso, mi fa stare meglio.
– Fondamentalmente la mia “radice” è il mondo.

“Peccato sia tutto così utopistico”
“Che cosa?”
“Voler vedere il prossimo come una persona e non come un numero”

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: