Aritmia


All’età di un anno e mezzo me la son vista brutta: il mio corpicino che si stava formando stava più o meno come della nitroglicerina fremente di divampare fuori da una botte di legno scuro. Le convulsioni mi segnarono facendo venire i capelli bianchi alla mamma. Quello che mi rimane da quell’esperienza oggi viene definita in due maniere diametralmente opposte: la prima è terribile al suono, non voluta, scomoda e debilitante, “malformazione”. La seconda è più soave e solleticante e leggera come un “soffio”. Al cuore. E da allora il mio battito è in controtempo, decide il mio incedere in questa mia vita evolvendo costantemente. Non sai cosa farà e tra quanto batterà di nuovo, ma questa imprevedibilità e il suo fascino, la musica che ti sorprende, lui arriva e a modo tutto suo ti incanta. Ed è il mio battito cardiaco. Per-suonare. Personale. Persona-Ale.

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