Grip


Ci sono quei momenti in cui non riesco ad esprimere facilmente ciò che provo, forse perché le parole limitano il pensiero, forse per la paura di dover accettare le conseguenze del dare corpo ad un sentimento.

Mi immagino un assedio alla vita. Un castello solido, con mura di sicurezza, pietre gravi e ben posizionate da un architetto divino. In molti arrivano ai piedi di questo monte pietroso e cercano di scalarlo.

Sono ferito, senza armi se non me stesso, appoggio una mano per sentire il freddo cristallino della razionalità, scrutando la superficie in cerca del primo appiglio. E’ dura, durissima, le unghie si spezzano, i calli affiorano ad ogni singola pietra raggiunta. E poi diventa tutto scivoloso, qualcuno ha buttato dell’olio; di reazione, salto per cercare la prossima pietra e aggirare il pericolo.

Lui scatta una foto di quell’istante: io sospeso a mezz’aria, sfocato per la velocità, sanguinante, con gli occhi ricolmi di lacrime, la tensione dei muscoli nel gesto e la lucidità nera della barriera.

Lui è il presente.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: