Archive for deliri sgraziatamente pendolari

My eyes seek reality

Oggi non riesco a scrivere del tutto ciò che ho dentro…
è la sensazione di aver rovinato tutto, di aver fottuto quel rapporto, di averlo incasinato…e dall’altra parte vedo com’è così genuino, semplice, spontaneo…
ti batte fortissimo il cuore per quello che provi tanto da farti male, da spaccartelo quasi… certezza che mi piaci, sorpresa perché stiamo correndo troppo…
è bello correre assieme, anzi, fantastico, ma rischiamo di scrivere frettolosamente la storia, bruciare tutto il libro subito facendo errori di ortografia, valutazioni sbagliate…

Piano piano

So as I write to you
Of what is done and to do
Maybe you’ll understand
And won’t cry for this man
cause low man is due
Please forgive me

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Ricochet

La vita è una partita a squash.
Siamo la racchetta che colpisce una pallina con forza e violenza, dando uno slancio per gettarci più in avanti, verso l’ignoto;
siamo il braccio elegante e muscoloso che impugna la racchetta e che ne è il motore, la velocità di pensiero ci fa scattare per collidere, cozzare, imparare;
siamo la stessa pallina che vola dritta contro un muro, che rappresenta le nostre paure, l’imprevedibile rimbalzo ci fa schizzare in un’altra direzione, nuovo flusso nello spaziotempo, disegniamo archi mai visti alla ricerca del futuro…
Ma il fulcro è il rimbalzo, ricochet…

Futuro incerto

Lungimiranti parvenze
scavano sul fondo del lago
dentro la testa
iniettando, insinuando
ed alla fine
assopiscono.

Rispetto

si lo so sembro un vecchio, ma quando vedo giovani che tornano a casa in autobus e ne fanno scempio mi girano i coglioni. Sei in infradito, te le togli e appoggi piedi (che cmq dopo una giornata a bighelloneggiare puzzano) sui sedili, ascolti “musica” ad alto volume (cosa che faccio anch’io ma la mia è musica, la tua è rumore a 300 bpm) e bestemmi ogni 3 parole… quando vedo queste cose mi pento di aver fatto ingegneria e non essermi iscritto alla divina scuola di Hokuto…

Aria condizionata

Usi e costumi… consuetudini… ad esempio:

dare del Lei. In veneto questa usanza è abbastanza disattesa, o meglio, è seguita solo in determinati casi. Colloquio di lavoro, visto che ne ho appena fatto uno. Arrivi li, ti presenti e ti danno del Lei e tu fai lo stesso, poi la capa vede che sei sveglio, socievole e spigliato dice “ti do del tu perché è inutile che facciamo i formali” e così tu sei quasi costretto a dare a tua volta del tu. E penso.
Ok è una cazzata, ma in veneto non viene assolutamente data importanza al Lei, questo è perché i veneti sono molto socievoli, ma anche molto superficiali, conoscono un sacco di persone ma veramente poche a fondo. Diversi sono i montanari (veneti, friulani, trentini) che conoscono ben poche persone rispetto ai cittadini di pianura, ma quando danno confidenza ti aprono il cuore… Sono due comportamenti che si possono vedere solo quando si è abbastanza esterni da interfacciarsi con le due realtà, oppure quando si è molto autocritici e si mette da parte l’orgoglio…

Eccezione alla regola: dare del Lei e parlare in dialetto stretto ad un qualsiasi italiano che non sia veneto. STONK.

Giornate uniche

Ogni giornata lo è, per un motivo o per l’altro, per il sottoscritto… ma non è per gli impegni, per lo studio, per gli esami o per il lavoro, ma è per qualcosa che ti smuove dentro, qualcosa che ti dice che oggi sarà un’altra impronta su quella duna del deserto chiamata vita dove i tuoi passi si susseguono, cadenzati, a volte vicini, a volte più distanti uno dall’altro, ma sempre indirizzati avanti, oltre quella collina, oltre quella siepe, oltre quel deserto. Ogni passo il tuo piede sprofonderà un pochino, spetta a te la forza per darti lo slancio e creare un altro solco più in la.

Flemma Flambè

StressImpegniNervosismoCaldoPanicodapalcoscenicoEsamiimminentiMorosichestressano… e poi ci sono io.
Lo so, è un pò egotico (grazie per avermi insegnato il nuovo termine) pensarla così, ma in fondo, è ciò che si trae dai fatti veri. In sostanza (e anche in forma) sono un valium per la gente, chi sa capirmi si rilassa, trova uno sfogo e si sente meglio, altri invece intraprendono le stesse azioni ma peggiorano la loro situazione, osservando con invidia come riesco ad essere calmo, nonostante tutto. Chiaro, semplice, conciso.
CHILL OUT

Still be a human

Attenzione al particolare, al linguaggio del corpo. Quante cose si dicono solo con le mani, quante di quelle cose che vengono dette sono poi annientate da ciò che dice un accenno, un movimento, uno sguardo.
A volte è meglio che rimanga il mistero, per tentare di rimanere ancora stupiti, complici di quel piccolo tranello sotteso tra le parole. E’ meglio essere ignorante a volte, perché quando si è consci di tutto ciò che accade attorno, tutto diventa scontato, tutto diventa trasparente, o meglio, tu diventi trasparente, le cose ti passano attraverso e non appartieni più a questo mondo.
E tu Ace… E invece tu hai sempre bisogno di rimanere collegato a questo piano d’esistenza, hai bisogno di sentirti umano, vivo. Così sei nell’autobus e guardi ciò che c’è fuori, il mondo… poi il tuo sguardo non si sposta, ma anziché guardare ciò che è al di là, ammira ciò che ti separa da esso, il vetro. E in quel vetro vedi una ragazza bellissima, seduta davanti a te. Con calma strappi una pagina dal tuo quadernetto, ci scrivi quello che ti passa in quel momento, in quella scena… aspetti la sua fermata e scendi con lei e attiri la sua attenzione con una scusa banale: “ti è caduta questo dalla borsa”. Lei lo prende senza esitare, poi capisce l’assurdità della cosa e apre curiosa per leggere, ma tu sei già andato per la tua strada. L’atto di scrivere ti ha dato un’adrenalina che non provavi da tanto tempo e l’attesa che quelle porte si aprisserò l’ha solo aumentata. Hai testato il tuo coraggio, hai voluto condividere un bel pensiero con una bella ragazza, hai fatto bene. Still be a human

Camaleontico

Povero camaleonte, famoso solo per la sua capacità di mutare, di trasformarsi, di adattarsi alle situazioni. Povero perché se considerato solo in tale maniera, diventa un animale senza una personalità, capace solo di imitare gli altri… ma in realtà non è così: quegli occhi che ruotano a 360 gradi, quella lingua arrotolata lo rendono unico, speciale. Il cambiamento di colore è solo una qualità aggiunta, che lo rende ancora più importante tra gli altri esseri. Non dimenticate quant’è bello questo animale.
Ora attuate il salto: Trasmigrazione – Camaleonte -> Uomo

Attaccar bottone…

finestre della giornata in cui sei immerso nella vita, senza orologi, senza mete perché ti senti arrivato… e c’è qualcuno che vuole entrare in quel nirvana, invidioso della tua condizione, solitaria, autosufficiente… e io, con tutta la pazienza buddhista che ho, ascolto, incamero…senza pretese né rimproveri… e anche da un innocente anziano, di quelli che ti chiedono se sei il figlio di Mario il panettiere, di quelli dolci, saggi, stanchi di vivere… sereni della propria condizione… quell’anziano ti racconta la sua vita, te la racconta pacatamente, irrimediabilmente lucido… te lo comunica con gli occhi, quegli occhi lucidi, illuminati dal neon dell’autobus… ti guarda, il vecchio, e ti sembra più bambino che mai… è solo… ma per quella mezz’ora di viaggio ha trovato te, sconosciuto

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