Archive for nius casuali

semplicemente

nuovo semestre mentre il vecchio deve ancora finire… quasi 24 anni…

quella sensazione che mi pervade, di “via il dente via il dolore”, ma visto completamente dal lato positivo, non è un inizio, ne una fine, è un continuo durante, una nuova evoluzione, un altro passettino, nel presente… quello che c’è, lo accetto e vado oltre, godendomi e sfruttando l’attuale…

Ok, non ho detto nulla, ma è molto invece

Voglia di dis-fare

Momento di creatività che mi passi davanti, mi tiri un calcio nei coglioni e te ne scappi via lasciandomi al caldo. Sei mio ora. Traduco quello che faccio in idee, parole, suoni, musica, movimento, senza bloccarmi e senza riposo. E’ una piccola ossessione che comincio a sentire dopo un pò come un piccolo peso, allora ti lascio, ti lascio riposare come un’amante dopo l’atto e poi ti riprendo, mia musa. Obblighi. Doveri. Son quelli a darmi lo stress negativo, ma non tanto loro in se, quanto quelli che ti ricordano continuamente “guarda che devi fare questo, guarda che mi serve quello”. Odiosi. Io gestisco tutto e anche di più, basta che non mi rompiate ogni due secondi le balle sui miei 5-6 minuti di ritardo, ho i miei tempi.

CoSSà???

Allora, premettiamo che mi sono laureato nei primi di febbraio… premettiamo che mi sono iscritto qualche giorno dopo alla specialistica… oggi è il secondo giorno utile per ritirare il libretto nuovo.
Vi spiego perché: la segreteria studenti è rimasta chiusa tipo 3 settimane e solo alla sua riapertura ho potuto accedere di diritto al ritiro… (come se mi premiassero insomma)

E loro in 3 settimane che hanno fatto? si parlava di rinnovo del sistema, di snellimento delle pratiche, di informatizzazione del servizio.

Risultato: dalle 8 (orario di apertura delle macchinette che danno il fantomatico biglietto) alle 10 (orario effettivo di apertura degli sportelli) c’è una nuova addetta alla nullafacenza, una persona che sta li davanti all’entrata e non ti fa entrare, lasciandoti sotto la pioggia ad aspettare. A no, risponde anche alle domande, ovvero tu le dici che cosa devi chiedere in segreteria e lei ti dice di prendere il corrispondente biglietto (ovviamente perché mi reputa abbastanza stupido da prendere il biglietto per lo sportello di Psicologia quando sono di Ingegneria…vabbè). Ore 10, apre finalmente, sono il numero 28, aspetto…aspetto…e non tocca mai a me… mi chiedo perché… poi conto la gente che sta dietro il vetro…sono il DOPPIO! WOW allora fanno alla svelta! e invece no… ad ogni sportello sono in 2, una che svolge il regolare lavoro, l’altra che “deve imparare” e blocca la collega ad ogni minima mossa per chiedere spiegazioni…

Finalmente arriva il mio turno, consegno il materiale, mi prendo parole perché ero al limite del tempo (e mi trattengo per non ucciderla)… alla fine mi consegnano il nuovo libretto, la nuova rata (sighsigh) e il nuovo Badge…consegnato al Dottor Alessandro CoSSà…

CoSSà? FFFFFUUUUUUUUUUUUUUU!

Salvate il soldato Ace

E’ una settimana che non scrivo… non so perché, ho tanti impegni ultimamente, ma un angolino riesco sempre a trovarlo… ma in questi giorni non avevo un cacchio da dire… è cambiato un pochino il clima, gli equilibri con qualche persona e insomma, non sentivo più l’alchimia che mi ha portato a scrivere costantemente nei giorni passati. Oggi riprendiamo. Spero vi piaccia un pò.

Guerra. Trincea. Sei li, immerso in quel dedalo di cunicoli, scavati nella terra rossa, rossa di sangue. Respiri e la polvere ti entra nelle narici, ti invade i polmoni, ti fiacca… non riesci quasi a vedere, le ferite sono molte e la vista è sempre più annebbiata. Provi a guardarti intorno, ma vedi solo una nebbia cremisi, una mistura nella quale non riesci a distinguere la differenza tra uno zaino da campo e un corpo dilaniato che una volta chiamavi…compagno… Le bombe continuano a passarti sopra, a sorpassarti, ormai hanno capito che sei rimasto solo e non costituisci più una minaccia per loro. In quella situazione così tragica il dolore è così forte che l’unico suono che senti non è l’esplosione, ma la detonazione del tuo cuore, costante pulsazione che ti mantiene…vivo…vivo. Nel sussulto di vita guardi fuori e nel marasma rosso riesci a scorgere un colore diverso. Fucile. Pallottola. Mirino. Bang… e tutto torna a colori.

Time is running out?

Iron Man 2, figo… non spoilero oggi…
ho notato le persone al cinema ieri… intanto, sono tutte uguali, tutte uguali…
vediamo da dove iniziare, vediamo, le scarpe delle donne. Devo dire che i tacchi sono veramente una cosa molto bella, ma se ti metti un tacco esagerato devi sapere anche come camminare, sennò fai un pò una brutta figura, soprattutto se sei alta anche senza tacchi… se sei bassa, non cercare di essere alta, nella botta piccola c’è il vino buono. Poi vediamo, visto che scriviamo di getto oggi, cambiano completamente, e parlo di quando un film finisce al cinema: passano 3 secondi di buio e la gente è già in piedi, tutti che corrono per l’uscita, nessuno che si ferma a parlare a socializzare… molti corrono per scrivere su facebook quanto bello era quel film, invece che magari fermarsi e discuterne con gli amici, con la ragazza… e invece no, è la solita timidezza che si frantuma su un monitor, la solita dipendenza dal cellulare… stessa cosa la si rispecchia durante un film o durante una pausa: coppia, “innamorati”, prima del film litigano, durante il film lui mangia tantissimi pop corn, lei messaggia al cellulare… pausa, 4 minuti, si limonano, senza dire una parola… secondo tempo, uguale al primo… finisce il film, litigano mentre sono nella calca di gente che cerca di uscire al più presto… ipocrisia? mah…
fatto sta che la gente non ha più il senso del tempo, della calma… il tempo esiste e fin qui concordiamo, ma vivendo stressati e sempre correndo ti lasci scappare dalle mani troppe cose, troppe belle cose…
nel bilancio finale il tempo sarà sfuggito… avrai guardato senza vedere, mangiato senza saziarti, corso senza aver viaggiato…

BusterWolf + LonelyWolf = Me

Più vado avanti e più mi sento un lupo, solitario… non è semplice malinconia, ma uno stato di estraneità ai fatti, di menefreghismo verso i commenti che vengono fatti tra di voi, sparlando sul mio comportamento, sulla mia logica…

Immaginatevi un lupo… nero, occhi scuri, sguardo saggio… Immaginatevelo nella foresta una notte di luna piena. Il suo passo è sicuro ma al tempo stesso curioso, del cambiamento continuo che è quel territorio: scoprire una nuova pianta, accorgersi di un animaletto che passa, potenziale preda. E’ un lupo dall’aria stanca, silenzioso, è un lupo che ne ha passate tante, lo si vede dalle profonde cicatrici lungo tutto il suo corpo, ancora bene in vista tra una ciocca e l’altra di pelliccia… è un lupo che non si arrende però, che onora le sue cicatrici e l’esperienza maturata… BUSTER WOLF

Immaginatevi ora quello stesso lupo che passeggia per le strade di Manhattan… sulle prime desta scalpore, quel bel esemplare, scuro, aggressivo ma triste. I denti affilati mettono paura, soprattutto perché non attacca nessuno, quiete prima della tempesta. In breve tempo però la notizia si perderà nei commenti della folla, mentre lui prosegue il suo cammino, isolato dopo isolato, tappa dopo tappa. Il suo manto è sempre più lucente di quel nero misterioso, le voci sempre più insistenti, sempre più cariche di invidia, sempre meno ascoltate. E lui va… LONELY WOLF

il vero inferno è l’inganno

Mentre una lama di ghiaccio scivola tra le pareti del mio cervello, incidendo le sinapsi, privandomi dei ricordi…penso…
fanculo il tuo psicofarmaco inutile, dottore… ce l’ho fatta senza il tuo aiuto.

Così, sfidando il mal di testa, ho avuto un flash, un dolore talmente forte e sublime da tranciarti in due, da spaccarti il cuore… un iniezione di adrenalina direttamente nel cuore… non sto parlando di droga, ma di legami… legami con le persone che ami, legami con gli oggetti, con la natura… è questo che ci rende sempre vivi e presenti… una parte di me non voleva arrestare la folle corsa della formattazione, quella lenta azione che mi stava privando di tutta la memoria, pezzo per pezzo… stavo regredendo ad un bambino, innocente, vulnerabile… anche troppo… per questo ho deciso di guarire

Evolution is my name

Il concetto di tempo ha una sua logica, per quanto cerchi di trascenderla… il tempo è strettamente collegato allo spazio, intimamente dipendente… il legame più semplice per me è la velocità… e cosa c’è di più veloce nell’universo? la luce? no… sbagli… c’è il pensiero…
il pensiero che fa parte di te, che colleghi alle azioni, commettendo un sacco di cazzate, ma che alla fine della giornata ti ridanno il sorriso…
sono uno sparviero, ho il mio modus operandi, ma mi evolvo, continuo a cambiare, costante solo nel protagonista… chi è intorno a me cambia, indipendentemente da quello che faccio… fidanzate che diventano amiche o complete stronze, amici che non esistono più, altri che arrivano, parenti serpenti, parenti che mi stanno vicino… chiunque può diventare chiunque… anche io però, che sono tutti e nessuno, ho solo una piccola matrice che mi rende unico rispetto agli altri, un altro numero che non è uguale a tutti voi.

angolo di paradiso n.52

Avete presente il suono delicato della pioggia leggera sul vostro rullante, che si increspa appena lo colpite?

Avete presente l’odore della pioggia che bagna i primi germogli?

Avete presente il sapore delle gocce di sudore sulla pelle appena bagnata?

Avete presente il colore del cielo sopra alle nuvole?

Avete presente la sfuggente sagoma che il vento traccia intorno a voi in queste giornate?

Avete presente? Bene, benvenuti nel mio angolo di paradiso n.52

try me

Ci fu un tempo in cui un tuo sguardo mi lasciava senza parole e mi bloccava…decisamente…poi ho scoperto che anche senza parole si può fare una cosa stupenda, che toglie addirittura il fiato, AGIRE… e non me ne pento, me ne frego, nel senso positivo del termine… se ci sono problemi me lo dite, e la risposta sarà presto detta, gentile e pacato, ma fermo e testardo su come la penso…

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